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domenica 7 maggio 2017

Love at first sight (?)

Le grandissime personalità della letteratura internazionale sono davvero moltissime, e noi italiani ne sappiamo qualcosa.
Ma se c’è un artista che invidio al panorama internazionale, beh questi è sicuramente Oscar Wilde.
Un raro pozzo di intelligenza, davvero un aforisma su due che appartengono alla nostra quotidianità probabilmente lo dobbiamo a lui. Ed oggi prendo il via proprio da un suo aforisma che tutti conosciamo.

“Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”

E’ proprio vero che non abbiamo una seconda chance per fare colpo, o per lo meno per “farci ricordare”? Quanto sono imbarazzanti le situazioni in cui noi riconosciamo la persona che abbiamo di fronte, ma lei si presenta per la seconda o terza volta?
Lo ammetto, io sono stato “vittima” di queste situazioni, ma ho imparato che a volte possono essere molto positive, perchè in fin dei conti la prima volta che incontriamo una persona potremmo non essere del mood adattato a sfoderare tutte le nostre armi di seduzione ;) .
Di me, ad esempio (e qui vi chiedo di commentare, almeno per chi mi conosce di persona, se ciò che scrivo è vero), la prima impressione è sempre negativa, o quasi.

Sì, risulto antipatico.

E allora? E allora ho imparato che la vita, a volte, ci mette di fronte a queste situazioni di imbarazzo, di conoscenza a senso unico solo per farci riprendere, per fare in modo di negare l’aforisma del caro vecchio Oscar e dire “Sì, c’è una seconda volta, perchè in fondo la prima volta non c’è stata nessuna impressione”, che può suonare come una sorta di “si può sempre recuperare”.
Dai, siamo sinceri, anche la persona più simpatica del mondo può ciccare la prima, quindi perchè non sfruttare la seconda o terza volta, la nuova stretta di mano, l’ennesimo “piacere, ecc…” per costruire quello che poi sarà il nostro timbro di identificazione, per stabilire se avviene o meno l’imprinting? In fondo è come avere in mano il meraviglioso “cancella memoria” di Men In Black…


Poi beh, se siete persone antipatiche o spiacevoli tali rimarrete, ma sono sicuro che chi segue questo blog non appartenga a queste categorie ;D. 




martedì 25 aprile 2017

Da grande sarò...

Il post di oggi scaturisce da una considerazione fatta lì, nelle vaste lande spettrali direzione Moncenisio, lande che non hanno nulla da invidiare a quelle cinematografiche di stampo tolkienistico.

Le donne nascono con il sogno di essere principesse, gli uomini sognano di diventare calciatori o piloti, o in generale non sognano la nobiltà.

E’ un dato di fatto: la donna ha intrinsecamente voglia di nobiltà. Sappiamo tutti, però, che sposare un principe è assai raro, salvo se non hai una famiglia che ti istruisce fin da piccola per quello (lessons in love made in UK).

Tutto questo a cosa ci porta, vi chiederete voi. Semplice, non esiste, e non esisterà mai una relazione completamente disinteressata e feeling-ness (scusate il neologismo, ma mi piace molto) da parte dell’universo femminile, e di questa superiorità sentimentale prima ne prendiamo atto e meglio è.
Ma soprattutto, prima ne prendiamo atto e prima impariamo a trattare meglio il 50% della popolazione mondiale. 
I “friends with benefits” non esistono, o perlomeno non esistono su entrambi i fronti. E questo conferma ancora una volta la superiorità femminile da questo punto di vista; noi uomini nasciamo soldati, calciatori, piloti, scienziati, medici, dentisti, economisti, ingegneri, giocatori di basket, pallavolo, curling, bocce, freccette e, proprio in fondo alla lista, principi. Perchè, diciamola tutta, a noi la vita di corte fa schifo, non ci piace il the delle cinque, preferiamo pane e porchetta ai biscottini e le mani morte discotecare ai balli pomposi. Non sappiamo l’organza cosa sia, la seta non ci piace, e a malapena distinguiamo i colori dell’arcobaleno. 

Le donne.

Le donne invece adorano essere principesse, è il loro sogno, e crescono con delle favole che aiuta loro a sognare questa condizione. Poco importa se sette nani incutono terrore, se topolini trainano carrozze o sorellastre minacciano, se si vive in apnea in fondo al mare o se bisogna custodire una rosa sotto una campana di vetro con un uomo che glabbro proprio non è.

Non confondetevi, il mio non  è un post femminista, ma un mero dato di fatto: non esiste una donna slegata dai sentimenti. Tenetelo bene a mente quando vorrete fare i “friends with benefits”, perchè le donne conoscono tutte le sfumature di quello che per noi è un semplice rosso, al più classificabile come rosso Ferrari, e conoscono sicuramente meglio di noi tutte le sfumature dell’amore.

Uomini, magari domani andiamo a lavoro con un pensiero in più.


E su un cavallo bianco.



giovedì 6 febbraio 2014

Happy blogday!

Lo specchio riflette
un sorriso,
la gioia del vero bambino.
Le scarpe piene di fango,
la testa bagnata, sudata,
di chi per raggiungere un sogno
inizia a correr da ora.
Ti guardi,
e senti di essere il centro,
e senti di essere il niente
e in fondo il niente è tutto
se solo accendi la luce.
Lascia che la vita ti afferri
rendendoti
d’ora in avanti
il suo stesso riflesso:

Imitazione della vita

Ho sempre pensato che quando si è in viaggio non ci si sposti solo fisicamente: il vero viaggio è nella nostra mente.  Però se a viaggiare si è in due, allora matematicamente ciò si esprime con 2, dato che la mente umana è davvero sconfinata…
Tutto ciò per dirvi e per raccontarvi questa scena dal mio punto di vista. In viaggio con l’amico sul treno e ti arriva quello che non ti aspetti proprio lì, sul tavolino di un Frecciabianca qualsiasi, quasi fosse un kit di sopravvivenza: busta di caramelle gommose a forma di cuore e  Moleskine.
Due secondi che mi hanno spiazzato, soprattutto perché prendendo in mano il taccuino quello che vi ho scorto dentro erano rotori, divergenze, e tanta altra robaccia matematica che non è parte fondamentale di questo post.  Ma no, non era quello il fine del blocco, bensì un brainstorming per quello che dovrebbe essere il nuovo simbolo rappresentativo del blog.
L’idea c’era, mancava il “nero su bianco”, che ovviamente si è affacciato fra le mille pagine di quello storico libercolo bianco sporco, e insieme a tratti sconfinati sulla carta cominciavano a fluire i discorsi, che inevitabilmente finivano sul blog.
Uno dei discorsi di fondo è stato che a noi piace essere parte di un blog aspecifico perché “ se un giorno dovesse succedere qualcosa di brutto, chi mi ha conosciuto avrà in quello che ho scritto un pezzo di me, e chi non mi ha conosciuto saprà chi sono stato” (concetto che in quel momento non ho esplicitato io, ma che è stato più che mai calzante alla luce degli ultimi avvenimenti di cui non vi sto a parlare…). Aspecifico ma non a-tematico, come vi ho già raccontato in un altro post (http://imitazionedellavita.blogspot.it/2014/01/blog-bloche.html#more), perché è bello riflettere a voce alta, è bello fare in modo che, se il nostro sguardo si poggia anche solo per un secondo per ammirare la meraviglia di un oggetto, di un istante o di qualsiasi altra situazione, tutti possano essere resi partecipi di quel qualcosa. I momenti durano poco, in pratica un attimo, ma possono essere di una bellezza incredibile, o comunque attirare la nostra attenzione. Cerchiamo di porre la nostra attenzione solo sulle cose più belle, e godiamocele fino in fondo, fino all’ultima stilla di dolce nettare di emozione che ne possa derivare…
In queste frasi trovate quello che è un anticipo del nuovo logo del blog: una farfalla stilizzata che poggia aiutando a delineare la parola “LIFE”. La farfalla vive poco, ma è un concentrato di bellezza che poggia solo sui fiori più belli, ed è questo quello che vogliamo sia la vita che vi raccontiamo e che voi, seguendoci, ci raccontate. E ci raccontate tutto con i vostri like, le vostre visite, da ormai 2 anni da oggi, perché se esiste un “happy blogday” per noi è il secondo e vi ringraziamo di tutto questo. Partecipate, scriveteci ,chiedeteci, criticateci, amateci, odiateci, like, dislike quello che volete, ma se anche un secondo della vostra vita lo dedicate a poggiare lo sguardo su quello che vogliamo comunicarvi allora ci renderete il fiore più bello.
Vi abbiamo parlato di cinema, di relazioni personali, di destino, di sliding doors e di tecnologia, di fede e di scienza, del subatomico e dei legami universali, sempre con ironia, con voglia di cercare critica e approvazione, e con la voglia di regalarvi in pochi caratteri un momento tutto nostro e vostro per riflettere, per un “ah però” o per un “ma che c***o dice” o per qualsiasi altra esclamazione.
Grazie, davvero grazie per essere così tanti e per seguirci. E un piccolo regalo per farvi sorridere di quanto siamo “scarsetti” nel disegno ve lo facciamo: vi facciamo vedere le pagine dell’agenda Moleskine famosa.












E insieme a queste immagini, nelle quali si intravede già il nuovo logo, vi racconto un piccolo aneddoto sul simbolo. Eravamo, come vi ho detto prima, sul treno mentre pensavamo a questo logo, e la farfalla ci piaceva molto come idea, ma qualcosa comunque continuava a farci riflettere e dubitare. Ci trvavamo in metro verso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove è affrescato il cenacolo di Leonardo. Scendiamo dalla metropolitana e, continuando a riflettere sul logo, saliamo le scale per “tornare a riveder le stelle” ed ecco cosa ci si para di fronte:




vi ho scritto tante volte del destino, e questa è ancora una volta una prova di quello che vi ho raccontato.
Happy blogday.
To you